25 ANNI FA LA SCOMPARSA DI DON GIULIO FAZIO POETA E SACERDOTE

25 ANNI FA LA SCOMPARSA DI DON GIULIO FAZIO POETA E SACERDOTE

Don Giulio Fazio: 25 aprile 1999 – 25 aprile 2024 – Quest’anno è il venticinquesimo anniversario dalla scomparsa di don Giulio Fazio. Una data importante che ci conferma che la sua presenza, anche se non piu’ fisica tra noi, è comunque sempre presente nei nostri cuori attraverso la sua spiritualità ma anche attraverso la sua poesia. Don Giulio era nato il 7 ottobre del 1940 a Feroleto Antico ed ivi è deceduto il 25 aprile del 1999. Aveva 59 anni.

Di lui ho scritto tanto, sia della sua vita personale e religiosa che della sua poesia dialettale, ritenuta una delle piu’ belle nel panorama della poesia in vernacolo calabrese. Con lui avevo un buon rapporto e spesso ci fermavamo a parlare della situazione del paese ma anche di altre argomentazioni.

Ma anzichè ripetermi nei soliti scritti che riguardano la sua biografia questa volta preferisco far conoscere qualche sua poesia in italiano, scritta da don Giulio quando aveva appena 16-17 anni e che ho pubblicato per la prima volta nel mio libro dal titolo: Don Giulio Fazio, pastore e poeta della quotidianita’, edito da Cymoff Edizioni nel 2015. Ne ho scelte tre a caso anche perché sono tutte belle e significative e la prima è dedicata proprio al suo paese natio, Feroleto Antico.

DOLCE MIO PAESELLO

Ecco, già vedo una croce lontano,

in cima al colle lontano s’innalza.

Io la saluto con tremula mano

e un dolce pianto dal cuor mi sgorga.

Vedo lassu’ la bianca mia casetta,

vedo fumar tante case lontane

e piu’ cammino, mi avanzo piu’ in fretta,

tutta m’appare, tutta la collina.

Dolce mio caro colle a te ritorno,

torno a vederti, caro mio paese,

or ti rivedo, che t’adagi intorno

a ridente collina e il mio cuor gioisce.

Oh, come l’alma mia d’un gran sollievo

or si riempie! Mia terra natia

Sereno in te voglio viver longevo

l’eta’ mia tarda.

In te riposeranno

l’ossa di me, che tanto t’amo’, in pace.

In te la pace trova l’alma stanca,

stanca di gia’, lontana dal pallore

piacer della citta’, dei grandi centri.

(Giulio Fazio 24.03.1956)

 QUASI UNA FAVOLA

M’ha visitato di nuovo la luna nella sera:

c’è qualcuno in preghiera.

C’è una casa in cima al colle

piccina e bianca,

qui qualcuno prega

e un lume non manca.

C’è una strada deserta

fiancheggiata d’alte piante,

qui qualcuno viene di passo, ansante.

C’è una chiesa piccina

suonano alla festa le campane,

viene qualcuno

e chiede…forse un cane…..

M’ha visitato di nuovo la luna

nella sera:

c’è qualcuno che spera.

(Giulio Fazio 07.11.1956)

 HO PIANTO

Ho pianto.

Forse perché vidi che ero cosi’ piccolo

ed il mare era tanto grande.

Ma del mio pianto

è rimasto un segno nel cielo:

son le mie lacrime.

Ed alla sera, quando tu dormi

io guardo le placide stelle del cielo.

Ed il mio pianto

mi chiama a gioire.

(Giulio Fazio 08.01.1957)

Non voglio aggiungere altro a queste brevi parole ma dico solo che, come sempre accade, in vita non si è mai abbastanza apprezzati per quello che si fa o per quello che si è, ma purtroppo solo dopo la morte si riconoscono i meriti alle persone. Sarà per l’invidia che si nutre o per qualche altro motivo? Io ancora non so dare una risposta!

                                                                                        FRANCO FALVO

 

Franco Falvo

I commenti sono chiusi.