A PROPOSITO DELL`APPARIZIONE DI SAN GIORGIO AL SANTUARIO DI DIPODI

A PROPOSITO DELL`APPARIZIONE DI SAN GIORGIO AL SANTUARIO DI DIPODI

Visitando nei giorni scorsi un museo nella città di Basilea mi sono soffermato ad ammirare un antica statua di San Giorgio che poi tra l’altro riappare sulla facciata esterna della cattedrale  piu’ vistosa  sul cavallo e con una grande lancia che colpisce il drago.

Cio’ mi ha inesorabilmente riportato alla memoria l’apparizione di San Giorgio a cavallo avvenuta d’innanzi al santuario di Dipodi come dettagliatamente narrata da padre Giovanni Fiore da Cropani nel suo libro “La Calabria illustrata” del 1691, pubblicato ben 8 anni dopo la sua morte. Padre Giovanni Fiore allude nella sua opera all’apparizione di San Giorgio verificatasi piu’ volte nei pressi del santuario di Dipodi nel periodo della festa del Santo

“Nel mese di Aprile, prima o doppo la festa del glorioso San Giorgio, si è visto in molti anni dè paesani una nubbe lucidissima in forma di bianchissimo cavallo, sopra del quale stava assiso un Cavaliero vestito d’armi bianche, con lancia in mano, simile a detto glorioso Santo, da loro stimato tale, per antica tradizione, come loro protettore, nel qual tempo hanno fatto festa, e gioia grande”.

Ma il Fiore vuole dare maggiore credibilità all’evento e cita anche testimonianze di quel fatto asserendo che: “ cosi’ fu certificato da molti, ed in particolare dal R. Dott. Francesco D’Amico della medesima terra” (Giovanni Fiore, Della Calabria illustrata, Napoli 1691, tomo 1, pag. 126 e 127). Non vorrei dilungarmi molto raccontando tanti altri particolari e teorie elaborate dal Fiore a dimostrazione della sua tesi, e che ho integralmente riportato nel mio libro “Il santuariuo di Dipodi” pubblicato nel 2002, ma vorrei invece soffermarmi sulla citazione da parte del Fiore del dott. Francesco D’Amico come testimone di questo evento. Infatti io credo che questo dott. Francesco D’Amico di cui parla  il Fiore sia  imparentato  con padre Ilarione D’Amico che è stato un personaggio di rilievo nella storia del nostro paese.

 Padre Ilarione  da Feroleto fu provinciale dei cappuccini, visitatore e commissario generale dell’ordine a Napoli,  ministro generale dell’ordine, e la Calabria gli fu grata perché proprio lui fece pubblicare il secondo tomo del libro di Giovanni Fiore sulla Calabria, fu anche il piu’ grande mecenate  della biblioteca dei cappuccini di Nicastro  in cui riuni una grande quantità di libri di ogni genere`.  Padre Ilarione D’Amico nacque nel 1692 e mori` nel 1763, pertanto potrebbe essere figlio o nipote del Dott. Francesco d’Amico di cui parla il Fiore. Ritengo comunque che la sua parentela è senz’altro  legata anche alla famiglia del dottore Torquato D`Amico -“ dell’una e l’altra legge” come citato nell’antico  testo  registrato nel catasto onciario di Feroleto del 1746 anche se in tale documento viene riportata la nota che era domiciliato a Monteleone (l’attuale Vibo Valentia) con tutta la sua famiglia ed era cosi’ composta: Torquato D’Amico anni 34, moglie Vittoria Lombardi, anni  40 e figli Ciro e Rosa  di anni 1 e 4. Sono briciole

di storia ma riunite tutte insieme ci aiutano a capire di come in passato il nostro territorio sia stato veramente protagonista di un qualcosa di grandioso che oggi purtroppo molti ignorano!

Franco Falvo

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