LO SCRITTORE ENZO SICILIANO, DI ORIGINI CALABRESI AVREBBE DESIDERATO TANTO VIVERE A FEROLETO ANTICO.

LO SCRITTORE ENZO SICILIANO, DI ORIGINI CALABRESI AVREBBE DESIDERATO TANTO VIVERE A FEROLETO ANTICO.

i genitori di Enzo Siciliano

i genitori di Enzo Siciliano

Già alcuni anni fa sul Quotidiano della Calabria  pubblicai un articolo che parlava di Enzo Siciliano, uno scrittore molto affermato nel mondo originario di Feroleto Antico.Ora, qui di seguito,  ripropongo un articolo su Siciliano arricchito in alcune sue parti.(Franco Falvo)

Forse non tutti sanno che Enzo Siciliano, lo scrittore romano di origini calabresi, ha amato molto Feroleto Antico tanto da descriverlo minuziosamente in alcuni suoi capolavori. Si, perché Enzo Siciliano ha vissuto molti periodi della sua giovinezza a Feroleto Antico, un piccolo Comune della provincia di Catanzaro, che oggi – come gran parte dei piccoli comuni della Calabria- è poco abitato a causa dell’emigrazione dovuta alla mancanza di lavoro.

Ormai sono otto anni che è scomparso l’ affermato scrittore ed ex presidente della Rai, amico di Pier Paolo Pasolini e di Alberto Moravia ma all’Italia ha lasciato un grande patrimonio culturale. Per volontà degli eredi e dell’amministrazione capitolina è disponibile presso una biblioteca Letteraria all’interno della Casa delle letterature di Roma, il “Fondo Siciliano” , una preziosa biblioteca che comprende circa 19.500 volumi tra monografie, periodici e libri antichi.

Enzo Siciliano, dunque, scrittore, drammaturgo, critico letterario e cinematografico, scomparso nel 2006, ha nutrito sempre un rapporto amore-odio con il paese originario della madre, Feroleto Antico, dove vi ritornava in alcune occasione, nella sua giovinezza, per trascorrervi qualche giorno di ferie.

Suo padre era di Bisignano e sposò Giuseppina Ienzi di Feroleto Antico. Per motivi di lavoro i suoi genitori si trasferirono a Roma ma a Feroleto Antico, Enzo Siciliano visse alcuni periodi della sua fanciullezza e, oltre a ricordarcelo molti suoi amici che tutt’ora vivono a Feroleto, lui stesso, in alcuni suoi libri ha fatto emergere questa realtà. Soprattutto nel libro “Mia madre amava il mare” edito da Rizzoli nel 1994 ripercorre i suoi brevi periodi giovanile trascorsi in questo paesino e ci narra di suo nonno Raffaele che in località San Filippo di Feroleto aveva un fondo dove lo scrittore vi si recava con suo padre per trascorrervi alcuni momenti di ferie. “Mio nonno – ci racconta nel romanzo autobiografico-  morì nel 1939. Assistetti al suo funerale da un balconcino del municipio di Feroleto Antico ma non mi fecero andare in chiesa: vidi la bara portata a spalla fra le corone di palme intrecciate e la banda che seguiva scendere per la gradinata che taglia in due il paese, un paese aggrappato ad un colle inospite……So che a quel tempo in Calabria, a Feroleto, a San Filippo, c’ero già stato poiché la visione del paese non è per niente nuova al mio ricordo. Ho infatti memoria  di mio nonno sul biroccio di ritorno dalla campagna…………eravamo li, in Calabria, nella casa di Feroleto, le due o tre stanze a cannocchiale, il salotto, lo studio, la stanza da pranzo, ed in fondo la loggia dove un pluviometro catturava tutta la mia possibile curiosità…………Mia madre sposò mio padre per un atto di coraggio. Aveva ventidue anni quando lo conobbe. Mio padre ne aveva sei di più. Suo fratello comandava la stazione dei carabinieri di Feroleto, e lui era andato a trovarlo- lui stesso nei carabinieri…….Mia madre raccontava di essersi innamorata di mio padre a prima vista. Volle abbandonare Feroleto- questo fu il suo coraggio………si sposarono a Feroleto, ….il 24 ottobre del 1924…..”

l'antico monumento descritto in suo libro

l’antico monumento descritto in suo libro

In un altro suo lavoro di successo “Non entrare nel campo degli orfani” edito da Mondadori nel 2002, a pag. 353, Siciliano ritorna a narrare della sua Calabria ma lo fa in modo più sentimentale  ed anche se non lo nomina mai, cercando di restare sul generico ed ambientando il racconto in un rione di Nicastro, è molto evidente per chi conosce i luoghi, (come il sottoscritto ) che è ambientato a Feroleto Antico anche perché la casa materna dove viveva la madre la conosco bene. In molte pagine descrive minuziosamente vie e personaggi di  Feroleto Antico e non di San Teodoro, ubicato nel vecchio quartiere di Nicastro, come invece  l’autore vuole fare credere per depistare il lettore: il paese e la piazza sono ancora quelle della sua infanzia vissuta a Feroleto Antico, luoghi ancora inalterati.

Ecco una delle tante descrizioni inequivocabili che si possono leggere nel libro dove si evidenziano  le caratteristiche della piazza ed uno scorcio del paese. “ … La casa di Fausto vi si affacciava di profilo, dove la strada comunale riprende a salire in campagna  lungo una linea di orti. Il tabacchino, ormai anche fruttivendolo,  ….su un rettangolo lastricato…..Mi voltai verso Fausto, che si era fermato più in là, accanto al monumento ai caduti del 15’ – 18’ , sotto l’ala di un aquilotto di bronzo ossidato dai licheni e  impietrito da sempre nel suo volo….il bagolaro allungava un ombra scarsa sopra la panchina  di cemento e su alcuni tavolini vuoti del bar ….Restava la vecchia ringhiera a fronteggiare l’altra costa, verso Fossocavone che in quel punto  striscia in un botto grigio, cupo stomaco del paese situata a mezza costa, case sotto e case sopra, vicoli in su e in giù, e la chiesa con il campanile in cima voltato a sud ovest……” 

Anche il protagonista del romanzo è un personaggio reale vissuto a Feroleto Antico, anch’egli scomparso qualche anno dopo la pubblicazione del suo romanzo. Diciamo solo- come si può leggere nella premessa al libro – che Enzo

ENZO SICILIANO(Foto tratta dalla rivista  Pagine Corsare)

ENZO SICILIANO(Foto tratta dalla rivista Pagine Corsare)

Siciliano nel romanzo rappresenta se stesso ed è uno scrittore che vive a Roma, pubblica libri e collabora ai giornali. Riceve dal cugino (protagonista sul quale ruota tutta la vicenda), professore in pensione, che non è mai partito dalla Calabria – un invito ad un viaggio di ritorno. Siciliano accetta l’ invito, ritorna nel suo paese  e in questo ritorno, compiuto nella maturità dello scrittore, la mente spazia fra vecchi ricordi giovanili  narrando di incontri con persone, di  colori, di sentimenti e di  emozioni della sua terra.

Grande prova letteraria per lo scrittore romano, per molto tempo amico del grande Moravia, che nei suoi  ultimi lavori letterari fa emergere la sua nostalgia per il paese della madre, un luogo che non riesce a dimenticare ma soprattutto un luogo dove ha trascorso forse i periodi più spensierati e belli delle sue vacanze.

 FRANCO FALVO

 

 

 

Romanzi e racconti

Franco Falvo

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