GRAZIE DI CUORE PER GLI AUGURI. RISPONDERE PERSONALMENTE A CIASCUNO DI VOI E’ IMPOSSIBILE MA VI RINGRAZIO TUTTI CON QUESTI PENSIERI.

GRAZIE DI CUORE PER GLI AUGURI. RISPONDERE PERSONALMENTE A CIASCUNO DI VOI E’ IMPOSSIBILE MA VI RINGRAZIO TUTTI CON QUESTI PENSIERI.

FEROLETO ANTICO 1979. Compagni di cresima

FEROLETO ANTICO 1979. Compagni di cresima

Grazie di cuore a tutti voi per gli auguri, mi sarebbe piaciuto rispondere personalmente a ciascuno di voi ma ciò si rende impossibile perché ci vorrebbe una giornata intera per farlo, ma voglio farlo  in modo diverso facendovi partecipi di alcune miei considerazioni personali scaturite appunto dalla mitica soglia dei cinquant’anni. E’ un modo diverso per  dirvi grazie, lo so, ma voglio spendere due parole su questo appuntamento con la vita che mi trovo a festeggiare oggi e sapere che leggerete queste brevi considerazioni mi rincuora. Cinquant’anni sono pochi o sono molti? Chi lo sa. In rapporto ad alcuni fatti ed eventi 50 anni, o meglio mezzo secolo di vita, non sono niente ma in confronto ad altre cose  e situazioni sono un eternità. Voglio partire proprio da una foto della mia giovinezza scattata nel 1979, quando ho ricevuto il sacramento della cresima. In quella foto eravamo un gruppo di 16 ragazzi, un gruppo che ci siamo cresciuti sotto la guida di don Armando Augello, uno di quei parroci prepari spiritualmente e culturalmente e che aveva la capacità di creare unione fra le persone e di farle crescere. Di quei ragazzi due non ci sono più. Mi riferisco a Franco Palmieri e a Nora Scalise, entrambi deceduti prematuramente a causa del cancro, la malattia dei giorni nostri che stà mietendo vittime ovunque. Due persone veramente speciali che facevano parte del tessuto sociale del nostro paese, persone sempre presenti che hanno lasciato tanti ricordi positivi della loro breve permanenza nel nostro paese e non solo. Altri di quei giovani sono emigrati, o meglio si sono trasferiti in altri luoghi per motivi di lavoro. Di quelle persone che ci sono nelle foto relativa alla cresima che è del 1979 (avevo 14 anni e sono l’unico maschio con gli occhiali) solo io, mio fratello Tonino (1), Raffaelina  e Maurizio siamo rimasti a vivere a Feroleto Antico, tutti gli altri (Tony, Daniela, Salvatore, Raffaele, Vincenzo, Giuseppe, Pino, Tonino (2), Ida,  si sono trasferiti in altri luoghi, chi al nord d’Italia e chi in Europa. Naturalmente guardando questa foto non posso rivolgere lo sguardo al passato quando ci recava a scuola solo con due libri sotto al braccio perché la scuola era strutturata diversamente, o quando dopo aver fatto i compiti ci ritrovavamo tutti nella piazzetta per giocare a calcio lungo la “strada nova” (dopo il monumento ai caduti), quando ci recavamo agli incontri religiosi o culturali organizzati dal nostro parroco che allora era don Armando Augello. C’era molto attenzione alla persona, al rapporto con gli altri, a dar valore alle piccole cose, ad apprezzare l’amicizia. I telefonini ancora erano impensabili, l’individualismo di adesso non c’era poiché nessuno aveva un computer a casa e l’unico modo per incontrarsi era quello di uscire e ritrovarsi nei luoghi di richiamo del paese come la piazzetta, il bar, la chiesa, il circolo ACLI, si perché avevamo anche quello dove ci ritrovavamo e giocavamo a ping-pong o a bigliardo. Cinquant’anni non sono niente o sono troppo tempo? Questa è la mia ripetitiva domanda. Mi vien da pensare che  non sono niente se pensiamo all’evoluzione della vita, alle scoperte scientifiche, alle diverse e rapide trasformazioni del nostro tempo e mi vien da pensare che cinquant’anni sono tanti se pensiamo alle persone care che non ci sono più, andate vie perché sfortunate, cinquant’anni sono tanti se facciamo mente locale per rivivere centinaia di episodi, vicende, incontri, esperienze della nostra vita. Comunque sia dovremmo imparare ad essere contenti di essere giunti a mezzo secolo di vita e di cominciare a vivere l’inizio della nuova tappa verso i cent’anni con uno spirito diverso, forse più deboli per gli acciacchi alla salute, per la stanchezza di tante situazioni, per le preoccupazioni e gli errori che abbiamo commesso ma comunque più forti psicologicamente perché il tempo ci ha maturato e ci dà la possibilità di essere migliori.

Grazie nuovamente a tutti Voi per gli auguri. Affettuosamente Franco Falvo.

Franco Falvo

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