“IL MARCIO SU ROMA ” E IL PERICOLO SALVINI. NON SI PUO’ DIMENTICARE IL MALE CHE E’ STATO FATTO AL SUD

“IL MARCIO SU ROMA ” E IL PERICOLO SALVINI. NON SI PUO’ DIMENTICARE IL MALE CHE E’ STATO FATTO AL SUD

LA VIGNETTA PUBBLICATO OGGI SUL GARANTISTA

LA VIGNETTA PUBBLICATO OGGI SUL GARANTISTA

Difficilmente scrivo di politica anche se la seguo ma questa volta credo che abbiamo toccato veramente il fondo con la “marcia su Roma” di Salvini. Si, proprio lui, il leader di quella Lega Nord che come scrive un politologo come Luigi Pandolfi “è quella stessa Lega Nord che per oltre un ventennio ha vagheggiato di secessione, federalismo, devolution, nazione padana, di lotta al centralismo romano ed alla corruzione, per poi rivelarsi il più “italiano” dei partiti in quanto a consuetudine con i vizi del potere? Parrebbe proprio di si, stando ai suoi attuali dirigenti, compreso il nuovo segretario-fustigatore Salvini, al nome che porta, ai simboli che esibisce.”

Io personalmente cambierei il motto che Salvini ha portato impresso sulla maglia sabato scorso in “Con Salvini in Libia”, si, in Libia per far vedere a lui stesso come vivono gli extracomunitari in quello Stato e fargli comprendere  qual è il reale problema di quella gente prima di sputare sentenze senza senso.

Ma riporto ancora una parte dell’articolo di Gandolfo che dovrebbe leggere ogni Meridionale che ama il suo territorio. “

 

“ …..Di nuovo c’è solo la sua vocazione “nazionale”, tutto il resto è un film già visto. A cominciare dall’approccio al tema dell’immigrazione e del multiculturalismo, per finire a quello del fisco. Ronde, Camicie verdi, provocazioni anti-islamiche, guerra alla moschee, contatti con l’estrema destra europea, minacce di rivolta fiscale: è storia degli ultimi quindici anni, almeno. Anni in cui questo partito, nell’indifferenza della politica e delle istituzioni, ha potuto permettersi campagne xenofobe, perfino eversive dell’unità nazionale, e, al contempo, occupare, a “Roma”, postazioni ministeriali. Non solo. C’è stato un momento nella storia del paese in cui Bossi & C. sembravano aver vinto su tutta la linea: non c’era partito in parlamento che non si professasse “convintamente federalista”, tutti ammorbati dal verbo leghista…….”

Non so con quale coraggio alcuni esponenti del Sud si siano recati a Roma per partecipare alla marcia su Roma o con quale coraggio se ne vantano. Dico solo che tutti sappiamo come Salvini ha  maltrattato il Sud e come ci ha considerato sinora. Ora che ha bisogno del’ appoggio dei meridionali, che per lui siamo sempre stati un brutto peso, ci vuol far  credere che gli asini volano ed il bello è che qualcuno ci stà credendo veramente.

Ma non aggiungo altro poiché tanta è la delusione per quello che stà accadendo ed ascoltiamo ancora Gandolfo perché secondo me ha fatto un analisi chiara della situazione.

“Insomma, parliamo proprio dello stesso partito, il Carroccio, quello che faceva il suo ingresso trionfale nella politica nazionale nel 1992 cavalcando l’inchiesta Mani Pulite e un anno dopo avvertiva i magistrati che una pallottola costava “solo 300 lire”. Si, si, la stessa forza politica che per oltre un ventennio ha millantato la sua “diversità” rispetto al sistema “romano”, salvo razzolare peggio di tutti quelli, uomini pubblici e partiti, che di volta in volta finivano nel suo mirino, ininterrottamente, dalla maxi-tangente Enimont fino alle lauree fasulle in Albania. Storie di corruzione e “familismo amorale” che hanno coinvolto un numero impressionante di suoi esponenti ed amministratori ad ogni livello, gran parte del gruppo dirigente di vertice, lo stesso leader maximo e fondatore Umberto Bossi.

Salvini è figlio di questa storia, di cui è stato attivo protagonista per più di due decenni; la storia della Lega Nord, il partito più paradossale e contraddittorio che mai la Repubblica abbia conosciuto in oltre sessant’anni. Storia di un inganno perpetrato per anni a danno di tanti cittadini del nord, che in questo partito avevano riposto le proprie speranze di cambiamento, e di sistematici insulti alla dignità delle popolazioni meridionali, vittime in alcuni frangenti anche di alcune scelte concrete dei governi a trazione leghista. Ecco perché è davvero imbarazzante osservare che un numero così elevato di italiani, perfino del Mezzogiorno, che pure hanno potuto in questi anni rendersi conto dello scarto tra parole e fatti nella storia del Carroccio, si possano sentire rappresentati dagli stessi uomini che ne sono stati, senza soluzione di continuità, artefici assoluti. E che al sud possano esserci tanti cittadini in preda a sindrome di Stoccolma. Ciò, prescindendo anche dalla pericolosità delle loro campagne d’odio che stanno avvelenando la nostra società, sfruttando la sofferenza, il disagio, di milioni di cittadini.”

FRANCO FALVO

Franco Falvo

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